Articolo pubblicato il 12 aprile 2025
Di: Redazione di Wikiherbalist

Nonostante la percezione tanto diffusa quanto spesso superficiale che i rimedi “naturali” siano sicuri, il loro utilizzo può rivelarsi rischioso, in particolar modo durante la gravidanza. Durante la gestazione, infatti, il corpo della donna va incontro a profonde modificazioni fisiologiche, ormonali e metaboliche che possono alterare l’assorbimento, la distribuzione e il metabolismo dei fitocomposti.
La barriera placentare non rappresenta una protezione assoluta e potrebbe non essere sufficiente a proteggere il feto da sostanze potenzialmente tossiche: molte molecole di origine vegetale possono attraversarla e influenzare negativamente lo sviluppo fetale, soprattutto nelle fasi precoci della gestazione. Inoltre, la maggior parte degli studi disponibili sull’uso delle erbe medicinali in gravidanza è di tipo osservazionale o basata su modelli animali, e gli studi clinici randomizzati controllati sono rari per motivi etici e metodologici. Questo porta a una carenza di dati conclusivi sull’effettiva sicurezza di molte piante, imponendo un approccio prudente, specialmente nei primi due trimestri.
Anche piante con lunga tradizione d’uso possono contenere principi attivi con potenziale abortivo, estrogenico, epatotossico o teratogeno.
In uno studio osservazionale condotto su circa 10.000 donne in gravidanza o nel primo anno post-partum, si è potuto constatare che quasi il 30% delle donne ha fatto uso di fitoterapici, spesso senza consultare un medico.
Le cinque piante medicinali più utilizzate sono risultate lo zenzero, il mirtillo rosso, il lampone, l’echinacea e la camomilla. L’echinacea è una pianta immunostimolante comunemente usata per raffreddori e influenze, ma la sua sicurezza in gravidanza non è confermata e potrebbe essere epatotossica se assunta per oltre 8 settimane [4], oltre ad avere possibili interazioni con farmaci immunosoppressori.
Le piante sono state utilizzate prevalentemente per trattare nausea e vomito (NVP), infezioni delle vie urinarie (UTI), raffreddori e influenze, per la preparazione al parto e in piccola parte per il trattamento di patologie croniche.
La nausea e il vomito in gravidanza (NVP) rappresentano una condizione molto comune, che colpisce dal 50% al 90% delle donne in dolce attesa, solitamente tra la sesta e l’ottava settimana, con un picco intorno alla nona settimana. Sebbene nella maggior parte dei casi i sintomi siano lievi o moderati, possono impattare significativamente sulla qualità della vita. Alcune piante sono state utilizzate per trattare la NVP assunte singolarmente o insieme ad altre sostanze:
Zenzero (Zingiber officinale)
Lo zenzero è la pianta più studiata per il trattamento della NVP.
Una revisione sistematica del 2019 ha incluso 24 studi clinici randomizzati, dimostrando che questa pianta è efficace nel ridurre la nausea, e in alcuni casi anche il vomito [2].
L’effetto è attribuito principalmente ai composti attivi 6-gingerolo e galanolattone.
A dosaggi compresi tra 35 e 500 mg, lo zenzero è risultato comparabile alla vitamina B6. Tuttavia, nei trattamenti di durata superiore (es. 60 giorni), la vitamina B6 ha mostrato una maggiore efficacia nel controllo dei sintomi.
In confronto diretto con altri trattamenti:
In gravidanza la pianta è considerata generalmente sicura [5], tuttavia non è privo di effetti avversi potenziali, in rari casi potrebbe causare bruciore di stomaco e, in alcuni studi in vitro e su modelli animali, dosi elevate di estratti di zenzero hanno mostrato potenziali effetti mutageni.
Può interagire con farmaci anticoagulanti [4]
Camomilla (Matricaria chamomilla)
Studi clinici hanno mostrato che la camomilla può ridurre i punteggi della scala Rhodes (che misura nausea e vomito) in donne con NVP lieve o moderata, con differenze significative rispetto al placebo [2].
Limone (Citrus limon)
L’aromaterapia con olio essenziale di limone si è dimostrata efficace in uno studio su 100 donne: il punteggio totale di nausea e vomito è migliorato in modo significativo nei primi quattro giorni di trattamento rispetto al placebo [2].
Per trattare le infezioni delle vie urinarie in gravidanza, una delle piante medicinali maggiormente utilizzate è il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon Aiton). Un’indagine di coorte osservazionale norvegese che ha coinvolto oltre 68.000 donne incinte non ha evidenziato un aumento del rischio di malformazioni congenite né degli altri esiti avversi della gravidanza analizzati, suggerendo che l’utilizzo di tale rimedio complementare sia sicuro nelle dosi e modi d’uso raccomandati [3].
Di seguito è riportato un elenco di piante controindicate in gravidanza, con indicazione d’uso e motivazione della controindicazione (A cura di Gioacchino Calapai, Giovanni Polimeni, e Achille P. Caputi).
| Nome italiano | Nome latino | Indicazione | Controindicazione |
|---|---|---|---|
| Agnocasto | Vitex agnus castus | Sindrome premestruale | Effetti androgenizzanti |
| Artiglio del diavolo | Harpagophytum procumbens | Infiammazioni articolari | Stimola muscoli uterini |
| Bardana | Arctium lappa | Acne, epatopatie | Stimola muscoli uterini |
| Camomilla | Matricaria chamomilla | Ansia, disturbi gastrici | Contrazioni uterine |
| Camomilla romana | Anthemis nobilis | Gastrite cronica | Contrazioni uterine |
| Centella | Centella asiatica | Insufficienza venosa | Rilassa muscolo uterino |
| Cimicifuga | Cimicifuga racemosa | Menopausa | Dilata vasi uterini |
| Ginseng | Panax ginseng | Affaticamento | Altera asse ormonale |
| Idraste | Hydrastis canadensis | Vaginiti | Irrita mucosa uterina |
| Iperico | Hypericum perforatum | Depressione lieve | Stimola contrazioni |
| Kava kava | Piper methysticum | Ansia | Perdita tono uterino |
| Liquirizia | Glycyrrhiza glabra | Gastrite | Effetto corticoide |
| Momordica | Momordica charantia | Controllo glicemico | Contrazioni uterine |
| Ortica | Urtica dioica | Infiammazioni articolari | Stimola muscoli uterini |
| Partenio | Tanacetum parthenium | Emicrania | Dilata vasi uterini |
| Yohimbe | Pausinystalia yohimbe | Disfunzione erettile | Aumenta pressione |
| Rosmarino | Rosmarinus officinalis | Litiasi, cirrosi | Procinetico uterino |
| Schisandra | Schisandra chinensis | Antistress | Contrazioni uterine |
| Sedano | Apium graveolens | Nefropatie | Contrazioni uterine |
| Tribulus | Tribulus terrestris | Anabolizzante | Rischio fetale |
| Trifoglio rosso | Trifolium pratense | Menopausa | Attività estrogenica |
| Uncaria | Uncaria tomentosa | Infiammazioni articolari | Dati insufficienti |
| Uva ursina | Arctostaphylos uva-ursi | Cistiti | Vasocostrittore |
| Withania | Withania somnifera | Antinfiammatorio | Contrazioni uterine |
L’uso della Matricaria chamomilla (camomilla comune) in gravidanza è generalmente considerato sicuro se assunto in forma di infuso leggero, per periodi brevi e sotto controllo medico [7]. È spesso impiegata per alleviare nausea, insonnia lieve e disturbi gastrointestinali. Tuttavia, alcuni testi di farmacologia clinica e anche la tabella a cura di Gioacchino Calapai, Giovanni Polimeni, e Achille P. Caputi la includono tra le piante controindicate, a causa di studi su modelli animali che suggeriscono un possibile effetto uterotonico a dosi elevate o in forma concentrata (come estratti idroalcolici o oli essenziali).
Inoltre, prodotti non standardizzati potrebbero contenere specie simili, come Anthemis nobilis (camomilla romana), più attiva sulla muscolatura uterina. Per questo motivo, è preferibile limitare l’uso alla camomilla comune in infusione blanda, evitando formulazioni concentrate, e consultare sempre un medico prima dell’assunzione in gravidanza.
La tabella seguente presenta un elenco di erbe medicinali generalmente considerate sicure durante la gravidanza, quando utilizzate in forme leggere (come infusi) e per periodi brevi. Si tratta di informazioni sono basate su evidenze scientifiche e studi osservazionali pubblicati, oltre che su dati tradizionali consolidati. L’obiettivo è di fornire una panoramica chiara e utile per un impiego consapevole e sotto controllo medico.
| Nome comune | Nome scientifico | Indicazione | Note di sicurezza |
|---|---|---|---|
| Zenzero | Zingiber officinale Roscoe | Nausea e vomito | Sicuro a dosi ≤1 g/die per brevi periodi |
| Camomilla (comune) | Matricaria chamomilla L. | Digestione, ansia, insonnia | Solo infusi blandi; evitare estratti concentrati |
| Mirtillo rosso | Vaccinium macrocarpon Aiton | Infezioni urinarie | Generalmente sicuro |
| Lampone rosso (foglie) | Rubus idaeus L. | Preparazione al parto (3° trimestre) | Da evitare nei primi trimestri |
| Finocchio | Foeniculum vulgare Mill. | Gonfiore, flatulenza | Infuso leggero; evitare o.e. |
| Menta | Mentha ×piperita L. | Nausea, digestione | Infuso leggero; evitare o.e. |
| Limone (aromaterapia) | Citrus ×limon (L.) Osbeck | Nausea | Efficace in aromaterapia |
| Calendula (uso esterno) | Calendula officinalis L. | Irritazioni cutanee | Solo uso topico |
In assenza di evidenze robuste, molte autorità sanitarie internazionali raccomandano di evitare l’uso della maggior parte delle erbe medicinali durante la gravidanza, soprattutto nei primi due trimestri.
Per questo motivo, anche per quanto riguarda le erbe medicinali riportate nella tabella delle erbe considerate sicure, l’impiego di fitoterapici in gravidanza dovrebbe sempre avvenire sotto stretta supervisione medica, con particolare attenzione alla forma di somministrazione, al dosaggio e alla durata del trattamento.